Cookie Apocalypse: cosa succede al marketing senza i cookie di terze parti?
5 Giu 2025 | advertising, seo

Il conto alla rovescia è (quasi) finito.
Dopo anni di annunci e rinvii, Google Chrome eliminerà definitivamente i cookie di terze parti entro fine 2025. Un cambiamento che riguarda il 65% della navigazione globale e che segna la fine di un’era per il marketing digitale basato su tracciamento e profilazione.
Ma cosa succede al targeting, alla misurazione e alla personalizzazione quando i cookie spariscono? E come possono prepararsi i brand e le aziende?
Benvenuti nel futuro cookieless.
Cookie di terze parti: un recap veloce
I cookie di terze parti sono piccoli file salvati nel browser dell’utente da domini diversi da quello visitato, spesso per tracciare comportamenti a fini pubblicitari.
Sono lo strumento principale con cui:
le aziende seguono l’utente da un sito all’altro
misurano le conversioni multi-touch
costruiscono audience e lookalike per le campagne social e display
Ma sono anche al centro di un lungo dibattito su privacy e trasparenza, accelerato da regolamenti come GDPR e ePrivacy.
Perché Google li sta eliminando?
Dopo che Safari e Firefox hanno già bloccato i cookie di terze parti, Google Chrome ha annunciato la transizione graduale nel 2024, fino alla rimozione totale nel 2025. L’obiettivo è offrire un web “più sicuro e rispettoso della privacy” – ma senza compromettere del tutto la pubblicità personalizzata.
La soluzione proposta da Google?
Privacy Sandbox: un insieme di API che consente targeting e misurazione aggregata, senza identificare direttamente l’utente.
Chi rischia di più?
Il cambiamento impatta soprattutto:
Inserzionisti che si basano su retargeting e lookalike audience
Team marketing che leggono i dati di performance tramite pixel e cookie
E-commerce che personalizzano offerte e promozioni in base al comportamento cross-site
Secondo Deloitte, oltre il 70% delle aziende B2C non si sente ancora pronta al futuro cookieless.
Le alternative possibili (e sostenibili)
Il mondo senza cookie richiede un cambio di paradigma. Ecco alcune strade già praticabili:
1. First-party data (dati proprietari)
Newsletter, account utente, comportamenti sul sito, CRM: i dati raccolti direttamente dall’utente sono la nuova moneta del marketing etico.
Se non stai ancora investendo in strategie di raccolta first-party data, è il momento di farlo.
2. Contextual advertising
La pubblicità basata sul contenuto della pagina (non sull’utente) sta vivendo un ritorno. Meno invasiva, più coerente e rispettosa della privacy.
3. Modelli predittivi e coorti aggregate
Strumenti come Google Topics o modelli probabilistici permettono di segmentare senza tracciare. Non più utenti singoli, ma gruppi con interessi comuni.
4. Consent management e UX
Un’esperienza di consenso trasparente e rispettosa aumenta la fiducia e migliora la qualità dei dati raccolti.
Cosa possono fare oggi le aziende
Audit dei sistemi attuali: quali strumenti usano cookie di terze parti? Quanto dipendi da essi?
Potenziamento del first-party data: moduli, eventi, community, loyalty.
Investimento in contenuti di valore: per fidelizzare e raccogliere dati in modo organico.
Sperimentazione di nuove piattaforme: adtech più sostenibili e privacy-first.
Conclusione
Il tramonto dei cookie di terze parti non è la fine del marketing digitale, ma l’inizio di una nuova era fondata su fiducia, consenso e qualità dei dati.I brand che sapranno adattarsi, investire in tecnologie etiche e relazioni dirette con gli utenti, avranno un vantaggio competitivo reale e duraturo.
Hai bisogno di preparare la tua strategia cookieless?
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