
Il 2 luglio 2025 la Commissione Europea ha presentato la sua nuova Quantum Strategy, con l’obiettivo di posizionare l’UE come leader globale nel quantum entro il 2030. La strategia punta su cinque pilastri fondamentali: ricerca, infrastrutture, ecosistema industriale, applicazioni spazio-sicurezza e formazione.
Secondo le stime, l’industria quantistica europea potrebbe superare i 155 miliardi di euro entro il 2040, creando migliaia di posti di lavoro qualificati e riducendo la dipendenza da tecnologie esterne. Un punto cruciale, anche alla luce del Digital Markets Act (DMA) e degli strumenti di autovalutazione europea legati alla maturità digitale delle organizzazioni, come quelli offerti dallo strumento ufficiale DMA Tool.
Cosa prevede la strategia dell’UE
La roadmap prevede iniziative concrete:
- Nuovi centri pilota per design e produzione di chip quantistici.
- Connessione tra supercomputer EuroHPC (European High Performance Computing Joint Undertaking) e sistemi quantistici analogici/digitali.
- Lancio della rete di comunicazione quantistica sicura tra EuroQCI (Quantum Communication Infrastructure) e satelliti.
- Costruzione di infrastrutture avanzate (quantum gravimeters, sensori, etc.).
- Istituzione dell’European Quantum Skills Academy a partire dal 2026.
Private funding: la nuova frontiera della strategia
Finora l’Europa ha investito oltre 11 miliardi € in ricerca pubblica, ma solo il 5 % del capitale privato mondiale ha trovato casa tra i quantum startup. Il piano UE punta a colmare questo gap tramite fondi privati, Horizon Europe, Scale‑Up Europe Fund e nuova legislazione — il Quantum Act previsto per il 2026 — per trattenere startup e talenti nel continente.
Iniziative nazionali
Diversi Paesi membri stanno già attuando investimenti significativi. In Italia, l’EuroHPC JU ha firmato con Pasqal un contratto per la realizzazione di un quantum simulator da 140 qubit presso CINECA a Bologna, integrato nel supercomputer Leonardo, con previsione di upgrade al 2027. Anche la Spagna ha presentato uno dei primi computer quantistici “100% made in Europe” al BSC.
Applicazioni dual-use: sanità, sicurezza, spazio
Le tecnologie quantistiche non sono solo potenza di calcolo. Serviranno per:
- Diagnosi mediche avanzate (scanner quantistici, gravimetri).
- Reti difensive capaci di comunicazione quantistica sicura.
- Sensori ambientali per mappatura sotterranea e via satellite.
Nuove tecnologie richiedono nuove competenze
Anche la strategia europea riconosce l’urgenza di formare nuovi professionisti. L’Europa forma più ingegneri quantistici di qualsiasi altro continente, ma servono politiche coordinate per evitare il brain‑drain. Programmi di scambio, formazione continua, e integrazione con HPC e AI sono in cima alle priorità.
Il punto di vista KSpin
Per KSpin la strategia quantistica europea segna un passaggio epocale. Non si parla soltanto di tecnologie d’avanguardia, ma di esternalità strategiche: indipendenza digitale, sicurezza, competitività industriale e innovazione sociale. Affiancare queste iniziative con consulenza tecnica, formazione e supporto alla transizione sarà cruciale per chi vuole essere protagonista del cambiamento.
Conclusione
L’Europa ha aperto una strada ambiziosa: diventare un hub quantistico globale entro il 2030. La combinazione di fondi pubblici, nuovi strumenti legislativi, infrastrutture condivise e un impegno verso il talento apre opportunità uniche per startup, ricerca e istituzioni.
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